Usato ma non approvato

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Un giorno il profeta Eliseo chiamò uno dei suoi discepoli e gli dette l'incarico, da parte di Dio, di andare a Ramoth di Gaalad e ungere re d'Israele Jehu, figlio di Jhoshafat, figlio di Nimsci. Jehu era stato scelto per eseguire il giudizio di Dio sulla casa di Achab e distruggere i profeti di Baal. Cosa che egli fece puntualmente, al punto che Dio stesso glielo riconobbe: Perché tu ha eseguito puntualmente ciò che è giusto agli occhi miei, e hai fatto alla casa di Achab tutto quello che mi stava nel cuore, i tuoi figliuoli sederanno sul trono d'Israele fino alla quarta generazione (II Re 10:30). Come mai adesso, tramite il profeta Osea, Dio lo giudica proprio per quello che gli ha chiesto di fare? Sarebbe stato più logico motivare il giudizio per l'idolatria che Jehu commise in seguito, ma non è così. E' evidente che leggendo il racconto del libro dei Re, egli fu usato da Dio, ma è altrettanto evidente che leggendo il verso in Osea, egli non fu approvato. E1 mai possibile questo? Si, è possibile e credo che la storia di questo uomo ci aiuta a comprendere ancora di più cosa Gesù voglia dire, riguardo a quegli uomini che hanno fatte cose straordinarie nel Suo nome ma che alla fine si sentiranno dire: io non vi conobbi mai; dipartitevi da me, voi tutti operatori d'iniquità (Matt. 7:27).
Rileggiamo, quindi, la storia di Jehu e sono sicuro che alla fine comprenderemo meglio il verso di Osea.
JEHU, UOMO DAL CUORE DOPPIO (Re 9:14; 10:9-10,18,19)
Sebbene Dio gli avesse detto di distruggere la casa di Achab e di sterminare i profeti di Baal, Jehu però, nel fare questo, non esitò ad usare l'inganno, la menzogna e siccome stava agendo in nome di Dio, probabilmente fece credere che quello fosse il metodo approvato. Non è così, perché ciò significherebbe dichiarare che, nella natura di Dio possono coesistere la giustizia e la verità, unite alla falsità e alla malvagità. Lo stesso concetto deve valere anche per i suoi figliuoli. Mai troviamo nella Sua Parola che Egli ci insegna a combattere per la Sua causa, contro il nemico, il mondo, i falsi profeti, i falsi fratelli, i falsi dottori, usando la bugia, l'inganno o la falsa testimonianza. Alcuni però, pensano così di risolvere i problemi nelle Chiese. Soltanto un cuore che macchina il male può esistere l'inganno, e Jehu aveva un cuore del genere (Prov. 12:20). La congiura è quindi contraria alla natura di Cristo che deve contraddistinguere ogni credente. Dove regna il Signore regna anche la vita, la via e la verità. Davide non pensò mai di congiurare contro Saul, sebbene questi fosse ormai scaduto dalla grazia e si trovasse nell'errore, ecco perché ci viene detto di lui che fosse un uomo secondo il cuore di Dio.
Se ci sono delle armi che noi possiamo usare nelle nostre battaglie per la giustizia, queste sono la Parola di Dio, la preghiera e l'umiltà (Efes. 6:17-18; Ebr. 4:12; Atti 20:19). Per la potenza e la guida dello Spirito Santo, esse sono quelle che ci daranno la vittoria contro ogni nemico. Iddio ci aiuti a usare sempre e solamente queste armi.

    ci sono delle armi che noi possiamo usare nelle battaglie, sono la Parola di Dio, la preghiera e l'umiltà    

JEHU, UOMO IRRUENTO (9:20)
La sentinella riconobbe da lontano quel cavaliere che stava arrivando, dal suo modo di avanzare: a vederlo guidare, si direbbe che è Jehu, figlio di Nimsci; perché va a precipizio.
Bastano queste poche parole per descrivere il carattere di questo uomo. Era conosciuto per la sua irruenza, un carattere impulsivo, istintivo, dove il più delle volte, l'emotività aveva la meglio sulla ragione. Egli, ritenendosi nel giusto non pensava che fosse opportuno aspettare oltre. Non ritenne opportuno chiedere consiglio al Signore per sapere i tempi e i modi con cui doveva agire. E1 un errore che forse, qualche volta, abbiamo commesso anche noi, quando, sicuri della volontà di Dio abbiamo agito d'impulso, pensando di sapere cosa fare ma poi abbiamo scoperto di non avere l'approvazione di Dio per le nostre scelte.
Era volontà di Dio che il popolo di Dio fosse liberato dalla schiavitù d'Egitto, ma Mosè agì d'impulso quando uccise l'egiziano. Era volontà di Dio che Giacobbe fosse benedetto al posto di suo fratello Esaù, ma egli agi d'impulso quando ingannò suo padre. Era volontà di Dio che fosse fatto il sacrificio prima della battaglia ma Saul agì d'impulso quando non aspettò Samuele. Se abbiamo pensato che conoscere la volontà di Dio significasse soltanto sapere cosa Egli ci chiede di fare, è importante che incominciamo anche ad imparare che è la sua volontà che sappiamo come e quando dobbiamo fare. Se è la sua volontà che noi dobbiamo parlare o agire è importante che noi impariamo anche come e quando dobbiamo parlare ed agire (Eccles. 5:2)
Questo apprendimento, spesse volte richiede del tempo ( per Mosè ci vollero in tutto 80 anni) ma questo è l'antìdoto migliore contro la nostra natura impulsiva (SI 37:78).
Vogliamo servire il Signore non tramite gli impulsi della nostra carnalità ma per la guida dello Spirito Santo e un aspetto del frutto dello Spirito è proprio la temperanza.
JEHU, UOMO SANGUINARIO (9:27;10:13-14)
Se non ci fossero stati questi versi e sapendo che, nell'Antico Testamento il giudizio di Dio spesse volte veniva eseguito in modo cruento, avremo potuto paragonare Jehu ad alcuni grandi uomini dell'Antico Testamento ad esempio Elia. Purtroppo non è così. Dio gli aveva ordinato soltanto di colpire la casa di Achab, egli però approfitta di quell'occasione per uccidere anche il re di Giuda e non perché Achaz fosse, giustamente, un re malvagio ma perché sicuramente sarebbe stato un antagonista al suo regno. Jehu si stava vantando di fare tutto questo per Dio e il suo popolo ma se fosse stato vero, egli avrebbe dovuto nutrire gli stessi sentimenti di Dio riguardo al suo popolo che era in Giuda e di conseguenza preoccuparsi della sua sorte. Jehu, invece, stava pensando soltanto a consolidare il suo regno e per questo scopo era pronto a spargere del sangue con facilità, senza preoccuparsi se questo avrebbe causato disorientamento in mezzo al popolo di Dio. Anche Davide dovette spargere molto sangue durante la sua vita ma certamente non provò mai piacere nel farlo, anzi qualche volta preferì subire e sopportare piuttosto che agire violentemente (II Sam. 16:5-12). Lo vediamo piangere alla morte di Saul e alla morte di Absalom. Non fu certamente vigliaccheria la sua quando fuggì di fronte a Saul o di fronte al figlio, bensì l'amore e l'interesse per il popolo di Dio. Se c'è un uomo al quale possiamo paragonare Jehu questi è Joab, il capo dell'esercito di Davide, che più di una volta sparse del sangue senza motivo ma per interessi personali (I Re 2:5,31) Ricordiamoci che Dio usò si diverse volte dei popoli pagani per punire il suo popolo ma che a sua volta punì questi popolo per il modo brutale con il quale aveva agito.

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Ci possono essere alcuni che con la scusa di combattere per delle giuste cause, sono pronti a creare disordini, confusione, clamore e contese, non perché questo sia inevitabile ma perché si trovano a loro agio in queste situazioni a causa della loro natura violenta. Per loro poco importa se alcuni si scandalizzano, chiese si dividono, quello che importa è vedere affermare la giusta causa, che il più delle volte però nasconde l'affermazione delle proprie ragioni, del proprio io e del proprio orgoglio.
Noi invece vogliamo fare nostra l'esortazione dell'apostolo quando scrive la sua prima epistola alla Chiesa di Corinto: Perché non patite piuttosto qualche torto? Perché non patite piuttosto qualche danno? Invece, siete voi che fate torto e danno; e ciò a dei fratelli. (I Cor. 6:7-8)
JEHU, UOMO IDOLATRA (10:28)
Alla fine i veri sentimenti di Jehu vengono a galla e questo è quello che accade sempre nella vita dell'uomo. Non era lo zelo per l'Eterno (di questo si era vantato di fronte a Jehonadab; 10:16). non era la gelosia per il popolo d'Israele che lo stava spingendo ad agire così, era piuttosto la sua ambizione personale ed il suo egoismo. Alla idolatria di Baal, Jehu sostituì la sua, per lo stesso motivo che spinge
" Geroboamo a istituirla: il potere personale. Di Dio non gliene importava proprio niente. Quali sono i sentimenti che ci spingono a impegnarci per il nostro Signore? Quali le motivazioni che ci spingono a fare quello che Lui ci chiede? Dio non si sofferma soltanto sul fatto se abbiamo eseguito i suoi ordini ma soprattutto come li abbiamo eseguiti. Egli infatti, giudica i sentimenti ed i pensieri del cuore (Ebr. 4:12).
" Potremo fare cose straordinarie per il Signore ma se alla fine è il nostro io ad essere innalzato, noi ci troveremo ad essere stati si usati da Lui ma non approvati. Al tempo dell'apostolo Paolo tanti servivano Dio nella Chiesa ma alcuni lo facevano per invidia, altri per gelosia, o ambizione personale, l'apostolo però affermava:
... qualunque cosa facciate in parole o in opera, fate ogni cosa nei nome dei Signore Gesù ...(Col. 3:17). Dio stesso poteva dire: Noi non predichiamo noi stessi ma Cristo Gesù qual Signore (II Cor. 4:5). Se nel nostro servizio cristiano la persona di Gesù Cristo non è l'unica ad essere innalzata, noi saremo come Jehu, uomini idolatri.
Conclusione
In conclusione possiamo dire ancora una volta che la Parola di Dio non si contraddice mai ma che sempre di più ci guida in quella che è la vera volontà del nostro Signore. La storia cha abbiamo meditato ci insegna cosa veramente Dio guarda del nostro servizio. Di Jehu non soltanto vide il suo impegno nel fare quello che gli era stato comandato ma vide anche la sua doppiezza d'animo, la sua impetuosità, la sua violenza ed il suo orgoglio, tirata la somma, quindi, alla fine non fu approvato. Dio ci aiuti che nel giorno in cui dovremmo affrontare la prova del fuoco le nostre opere possano sussistere. Probabilmente il nostro operato così com'è assomiglia a quel materiale ancora grezzo. ricoperto d'impurità che sono le nostre debolezze, la nostra umanità e la nostra incostanza ma grazie a quel fuoco tutto questo sarà consumato, per fare risaltare la vera anima del nostro servizio: oro puro, argento pietre preziose (I Cor. 3:12-13): Ci sentiremo così dire non soltanto:... hai fatto... ma soprattutto: ...bene hai fatto, mio buono e fedele servitore.

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Mag 13 Venerdí
Titolo: attendi e ascolta

L iddio della pace e colui che conosce e si usa dei modi più meravigliosi per rispondere ,le angoscie e le amarezze che a volte viviamo e così. Dio si usa come vuole non ha confini nel prendersi cura di noi (di me in questo caso)e reale la sua oniscenza,e potente nell operare,e fedele e giusto.E aspettare in silenzio e in umiltà  per amore dell opera sua badando di non essere pietra d inciampo .E vero egli non ha bisogno di uomini che per essere primi distruggono intere comunità  , DIo voglio essere ultima ma nella tua volonta.

Scritto da: caterina isgro    
Gen 10 Lunedí
Titolo: buona esposizione

Dio ti benedica per questa ottima esposizione.

Scritto da: fred zacaria    
Set 29 Mercoledí
Titolo: l'UBBIDIENZA

ringrazio Dio per avermi fatto copire quanto importante è l'ubbidienza a LUI cHE IL NOSTRO CUORE SIA COME IL CUORE DI DIO

Scritto da: DANIELA